Piccoli operatori del territorio crescono

Gli operatori locali di TLC hanno fatto il punto, nel corso di un incontro organizzato da LepidaSpA alla Smart City Exhibition dello scorso ottobre, sulle attività in corso e in particolare sulle azioni per portare la banda ultralarga (BUL) ai Comuni medio piccoli, con una partnership tra Comuni (cavidotti, permessisitica veloce..) e operatori (investimento diretto e realizzazione della rete) grazie a una forte collaborazione con LepidaSpA. Chiediamo a Nexus, CesenaNet, NetAndWork e Stel come procede il fronte della BUL nei Comuni medio piccoli, iniziando a monitorare il target della Agenda Digitale Europea. Andrea Fini di Nexus spiega come da oltre un anno abbiano iniziato il percorso verso la fibra ottica, e a portare, attraverso convenzioni con diversi Comuni, FTTH point to point a cittadini ed imprese in Comuni medio piccoli. Tutto è nato a Pieve di Cento nel 2013, dove la rete è già realizzata con utenza in attivazione di circa 230 contratti, a cui sono seguite altre 7 convenzioni (tutte in corso). I cittadini potenzialmente raggiungibili con queste iniziative sono 50.000. Ad oggi una ulteriore decina di Comuni si stanno interessando alla proposta, con un pubblico possibile di 80.000 residenti. Dal punto di vista dei tempi di realizzazione nei Comuni interessati, si traguarda il 2016 per concludere le realizzazioni.

Nexus si presenta non solo come operatore di telecomunicazioni, ma anche come partner del territorio, e cerca quindi di trovare soluzioni per servizi a valore aggiunto, tramite anche la collaborazione con altre aziende locali. In Romagna si concentra l’attenzione di CesenaNet, guidata da Pierluigi Mangani: la prima convenzione con un Comune, finalizzata alla BUL per un’area industriale, ha già chiuso i cantieri, 2 convenzioni sono in corso di redazione mentre sono in valutazione ulteriori 5 aree su 4 Comuni. Se in generale il focus è maggiormente sulle aree industriali, uno di questi Comuni ha richiesto una attività indirizzata ai cittadini, con FTTH sul modello Pieve di Cento. E’ un modello fattibile perché esiste la Rete Lepida e l’approccio di LepidaSpA di collaborazione con gli operatori: secondo Mangani LepidaSpA è un acceleratore di impresa, rende possibile agli operatori locali un settore di attività che diversamente non sarebbe stato fattibile, a canoni non discriminanti per l’utenza di questo territori. Tra l’altro CesenaNet porta avanti questa attività in partnership con altri operatori, per fare in modo di essere il più vicino possibile alle sedi connesse a costi ridotti. E’ la nascita di un ecosistema delle telecomunicazioni che può diventare modello anche fuori dalla nostra Regione.

La banda ultralarga per le aziende è l’obiettivo anche di Carlo Gozzi, di NetAndWork che ha iniziato il percorso nello stesso modo, tramite accordi con un Comune e utilizzazione delle infrastrutture esistenti, portando fibra fino alla azienda. Ora è in corso la definizione di una convenzione con un Comune per una infrastruttura BUL a un quartiere in costruzione.

Qui si arriverà in fi bra fi no ai palazzi, poi si utilizzerà il rame per gli sbracci agli appartamenti. Il quartiere è pensato soprattutto per coppie giovani e quindi particolarmente interessate a questa risorsa. Per Stefano Negri di Stel non ci sono ancora convenzioni chiuse e lavori in corso, ma una richiesta di intervento da parte di un Comune medio grande nel modenese e di alcune realtà ferraresi. L’utenza potenziale è di circa 30.000 abitanti, con un percorso per step, identifi cando in ogni Comune le prime aree da cablare, e via via quelle che seguiranno. Nella strategia STEL la fibra ottica si sposa con le frequenze WLL: LepidaSpA si è aggiudicata recentemente 56MHz di banda licenziata a 25GHz utilizzabile in tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, anche dagli operatori in partnership.